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L’Immacolata Concezione della Vergine fu proclamata dogma della Chiesa con Bolla Papale da Pio IX nel 1854.
In Oriente la festa liturgica della Concezione di Maria sembra risalire al secolo VIII, mentre, in Occidente dall’XI secolo fu celebrata dapprima in Sicilia e nell’Italia meridionale, e di qui i Normanni la diffusero in tutta Europa.
L’iconografia con la quale è raffigurata la Madonna Immacolata si distingue per la caratteristica rappresentazione che la coglie nell’atto di calpestare sia il serpente, sia il quarto di luna crescente.
La Madonna Immacolata è oggetto di culto e venerazione speciale in molti centri del Salento, dove è ampiamente raffigurata sia all’interno delle chiese sia all’esterno, come nella Collegiata di Galatina.
In gran parte dei centri salentini, il giorno della vigilia, il 7 dicembre, si mangia la “puccia”,

un piccolo pane molto soffice, preparato con lo stesso impasto del pane, ma più diluito con acqua, cotto al forno soltanto per qualche minuto.
La semplicità degli ingredienti e l’abbondante farina con cui si spolvera la puccia si addicono al rito del digiuno e al simbolo di purezza dell’Immacolata.
Questo pane devozionale si gusta imbottendolo con ingredienti rigorosamente di magro: tonno e capperi o pesciolini sott’aceto, formaggio.
Il giorno del digiuno si rispettava una simpatica consuetudine: i datori di lavoro offrivano le tradizionali pucce ai dipendenti, che se le merenda vano, le consumavano nella pausa della merenda.
Una ingenua credenza portava i bambini a credere che, se avessero rispettato il digiuno, sarebbero stati premiati dalla Madonna, con un dente d’oro e, al passaggio della processione, aprivano la bocca per ricevere il premio della penitenza.
Un’altra usanza osservata in onore dell’Immacolata prevedeva l’assaggio dei “taraddhri”, taralli, inzuppati nel vino bianco che, a differenza del vino rosso o mostato si cominciava a bere dal giorno del digiuno.
La tradizione vuole anche che il 7 dicembre, giorno del digiuno, si preparassero le prime “pittule”. Lo ricorda il detto: “te la Mmaculata, la prima pittulata”, dell’Immacolata si preparano le prime pittule.
La Madonna Immacolata si festeggia particolarmente a Gallipoli, Poggiardo, Carmiano, Nardò, Calimera, Casarano.

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