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    Benvenuti su SalentoPromotions.it,
    il nuovo portale di promozioni dal e del Salento, dove particolare attenzione è riservata alle aziende salentine e a tutto ciò che esse producono: artigianato, agricoltura, arte e cultura. Abbiamo dedicato anche un'area all'enogastronomia, evidenziando la cucina salentina e gli operatori del settore che ne sono protagonisti. E poi tante notizie e curiosità di ieri e di oggi sul Salento e sulla Puglia!

L'enogastronomia è l’insieme dell’enologia e della gastronomia, riferito ad un territorio.

L'enogastronomia è una disciplina che studia i rapporti tra il territorio e le attività umane tese alla coltivazione, trasformazione, commercio e consumo dei prodotti della terra, siano questi bevande o alimenti. Con enogastronomia si intende non solo l'insieme dei prodotti che una data comunità di persone riesce a produrre e/o consumare in rapporto a un territorio, ma anche il "pensiero gastronomico" che sottende ogni scelta e percezione del cibo da parte di individui e società.

L’Unione Europea regolamenta e tutela i prodotti gastronomici e enologici e orienta il consumatore attraverso diversi marchi di origine assegnati ai prodotti agroalimentari realizzati seguendo un disciplinare di produzione. Attraverso tali prodotti si delinea un’Europa fatta di tipicità culinarie ed enologiche strettamente legate al territorio di produzione, specchio della geografia e della storia delle diverse culture che abitano il continente.

Un fenomeno attuale che testimonia l’interesse della comunità nell’enogastronomia è il turismo enogastronomico, che solo in Italia ha sviluppato un giro d’affari di circa 5 miliardi nel 2011.
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fonte wikipedia

 

Pubblicato in Enogastronomia

Lavorazione
La preparazione di questo formaggio a pasta dura non cotta è piuttosto laboriosa e prevede numerose varianti locali. Essa richiede l'impiego esclusivo di latte di pecora intero di razza "gentile di Puglia", nutrita esclusivamente con foraggi verdi o affienati di origine locale; la caseificazione si realizza stagionalmente, da dicembre a maggio.
ll caglio impiegato è di agnello essiccato, consenvato con bucce secche di arance, limoni e foglie di ortica. La coagulazione del latte, addizionato di caglio, awiene, tra i 38°C e i 45°C entro 15-25 minuti.

Pubblicato in Prodotti tipici

Lavorazione
La burrata pugliese si prepara con latte intero vaccino. La coagulazione del latte deve awenire alla temperatura di 38°-39°C. Dopo che la cagliata è stata rotta e il siero è stato spurgato, essa viene ridotta in strisce e lasciata a riposo per 24 ore. L'interno è costituito da pasta di fiordilatte sfilacciata a mano, mischiata a panna pastorizzata e centrifugata, mentre l'esterno, il “sacchetto”, si ottiene immettendo aria nei “lucini”, fogli di pasta tilata adeguatamente modellati. La salatura si effettua in salamoia per una durata di pochi minuti. ll tutto viene poi racchiuso nelle foglie aromatiche del vizzo o dell'asfodeSo.

Pubblicato in Prodotti tipici

Siamo al crocevia delle province di Bari, Brindisi e Taranto, un paesaggio arido ma unico al mondo, dove i trulli si alternano a filari di viti, a campi di grano faticosamente coltivati, a distese di ortaggi nati chissà come in questa terra povera di acqua.
Ed è proprio qui che si sviluppa una cucina tipica e alla loro imprevedibilità, dove regnano sovrani prodotti semplici e genuini.
E così troviamo pomodori che diventano straordinarie conserve, melanzane conservate sott'olio o sott'aceto, piccoli peperoni racchiusi in barattoli con tecniche ancora antiche, fave novelle essiccate al sole dell'estate e riposte in speciali contenitori di coccio per accompagnare, in inverno, verdure come cicorie e funghi (di cui questa terra è ricchissima) conservati in “capase" di creta, cosparsi di sale o bolliti in acqua, aceto e sale e poi consen/ati sott'olio, fichi essiccati e farciti con mandorle tostate e pezzi di cioccolato. Insomma non c'è che l'imbarazzo della scelta per scoprire tutte le sfumature “gastronomiche” di questa straordinaria terra di Puglia.

Pubblicato in Enogastronomia

Se provate a percorrere le stradine del borgo antico, un profumo straordinario potra stuzzicarvi laddove le donne baresi mantengono viva una tradizione antica, ben radicata nella memoria dei trovarvi improwisamente davanti a padelloni fumanti dove si friggono le popizze: oggi vengono proposte dagli eredi di un certo signore chiamato “zu fiete de le scagliozze” che le vendeva all`angolo della prefettura, sono delle frittelle sferiche - più note con il nome di pettole o sannacchiudere - morbide dentro e croccanti fuori.
Anche queste a base di un morbido impasto di farina calato a cucchiaiate nell'olio bollente. E il passeggio serale, nelle vie del borgo antico con in mano il cartoccio pieno di popizze, è per i baresi un rito quotidiano.

 

Pubblicato in Enogastronomia

Oggi si fa un gran parlare del sushi, questo piatto a base di pesce crudo, che fino a qualche decina di anni fa costringeva i “cultori” a farsi mezzo giro del mondo per andare a gustarselo in Giappone, mentre lo si può trovare anche... alla porta accanto, e non solo nei ristoranti giapponesi.

Pubblicato in Enogastronomia

in molte macellerie pugliesi, accanto ai frigoriferi dove viene conservata la carne, c'è un forno in pietra, piccolo ma completo di tutti gli attrezzi necessari per cuocere intere tacche di agnello, infilzate negli spiedi e condite solo con un pizzico di sale e un filo di olio. ll sapore degli agnelli pugliesi non ha bisogno d'aitro per essere esaltato.

Pubblicato in Enogastronomia

ln una terra dove il sole splende per la maggior parte dell'anno, come appunto la Puglia, sarebbe impensabile che la produzione di verdure non occupasse un posto di primo piano. Tra queste ce n'è una che sicuramente piace ai pugliesi e forse un po' meno agli “stranieri”. Si tratta dei lampascioni, amari a primo gusto e brutti da vedere a prima vista con la loro guaina coperta di terriccio. Si tratta di cipollacci della famiglia dei Muscari che, nonostante queste loro caratteristiche poco awincenti, incontrano sempre più il favore dei buongustai. Si mangiano in maniera semplice: lessati e conditi con l'olio oppure cotti al forno.

Pubblicato in Enogastronomia

Le prime notizie sulle paste fatte a mano risalgono al 1504, nel Libro de//a coc/'na che parla di "tridde e affucaprevti” fatti con "sembula, acqua con gionta di ova et cavo con digito". Da allora, giorno dopo giorno, anno dopo anno, secoli dopo secoli,
la stessa collinetta di farina messa sulla spianatoia ruvida, gli stessi gesti tramandati da madre a figlia, gli stessi ferri del mestiere - matterello, coltello, grattugia, radimadia, la retina per farla asciugare - danno vita a quelle che sono un po' il simbolo della cucina pugliese: le orecchiette, cosiddette per la tipica forma dell'oreochio più o meno grande.

Pubblicato in La Puglia

Scoprire la Puglia significa anche conoscere la sua ghiotta cucina a base di pasta fatta in casa, di pane d'altri tempi, di carni che profumano di pascolo, di formaggi di antica tradizione e soprattutto di grandi piatti di pesce. Come potrebbe essere diversamente in un paese che ha oltre 800 km di coste? Verdure dolci, amare e piccanti (come l'infuocato peperoncino), vini generosi, olio d'oliva profumato e dal sapore intenso, poi frutta in abbondanza, tanti sono ancora i doni di questa assolata regione italiana.

Pubblicato in La Puglia

RadioSalentina1

 

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