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Probabilmente è la tipologia di edilizia domestica della famiglia patriarcale, ossia quell'unità che, attraverso un unico accesso dalla strada rappresentato da un semplicissimo portale ad arco, organizza attorno ad uno spazio aperto (la corte), le singole unità abitative, spesso un solo vano, appartenenti alla stessa famiglia.
In genere i vani hanno una superficie di 7 x 5 metri e sono coperti con un doppio spiovente a tegole; nella parte retrostante c'era quasi sempre un piccolo orto. La corte era lo spazio comune dove c'erano i depositi di granaglie, il pozzo o la cisterna, e la pila per lavare i panni. Spesso, quando il nucleo familiare cresceva, lo spazio comune si riduceva per la costruzione di nuovi ambienti.

Alla periferia del paese, sulla via per Borgagne, immerso nel verde di agrumi e ulivi, sorge il complesso monastico, già convento alcantarino, costruito nel 1686 dove sorgeva una cappella in onore della Madonna della Consolazione e alcune celle eremitiche. Ai Frati Minori Francescani (1810-1816 e 1881-1908) sono subentrati i Monaci Cistercensi di Casamari (1926), che hanno ampliato notevolmente il complesso architettonico e bonificato i terreni circostanti. Nella bella chiesa barocca, recentemente restaurata, sul fastigio interno dell'abside, si venera l'immagine miracolosa della Madonna della Consolazione (sec. XV). Da ammirare il pavimento ottocentesco in maioliche policrome decorate con motivi floreali e geometrici, i bei fregi delle volte nella navata centrale e laterale destra, le statue lignee di S. Antonio e S. Pasquale Baylon di scuola francescana settecentesca, restaurate nel 1963 e le belle statue in cartapesta leccese raffiguranti S. Benedetto (G. Manzo - 1930) e S. Bernardo di Chiaravalle (Ditta: Belle e Romano - 1928).

Da Lecce e precisamente dal piazzale di porta Rudiae, dopo aver percorso via De Jacobis, si diparte la via per MONTERONI di Lecce (Km. 7,800).
È questo un popoloso centro agricolo. La sua piazza principale è dominata da un cinquecentesco Palazzo Ducale che si presenta con larghi rimaneggiamentì fatti eseguire nel 1751 dai Lopez e che dell'epoca originaria conserva il monumentale portale e alcune sale.

Otranto si può raggiungere attraverso la suggestiva litoranea che tocca le marine di S. Cataldo. San Foca, Roca Vecchia, Torre dell'Orso, S. Andrea.
Roca Vecchia fu un abitato messapico sorto su un insediamento preistorico. Gli scavi hanno rimesso in luce gli avanzi della cinta muraria, costruita in grossi blocchi regolari. Nella vicina necropoli, costituita da numerose tombe a forma regolare scavate nella roccia, venne reperito numeroso materiale archeologico del IV-lll sec. a.C., oggi conservato nel Museo Provinciale di Lecce: soprattutto vasi apuli a figure rosse e vasi a trozzella messapici. Sono anche visibili, come a S. Foca e Torre dell'Orso, notevoli resti di fortificazioni costiere.

I menhir, insieme ai dolmen ed alle specchie (nati come fari neolitici utilizzati durante le battute di caccia e che si sono evolute in veri e propri sistemi di comunicazione), si trovano anche in Puglia, ed in particolare nel Salento. In provincia di Lecce, sono disseminati dappertutto. Ogni centro possiede almeno un menhir. Nel comune di Giurdignano, nei pressi di Otranto, se ne contano addirittura più di 15 esemplari. A Martano, in provincia di Lecce, si ha la presenza di uno dei più alti menhir d'Italia, il "menhir de Santu Totaru", che raggiunge i 4,70 metri d'altezza.

I menhir del Salento furono, nel medioevo, cristianizzati incidendo sulla pietra delle croci. Ancora oggi in alcuni paesi vi è l'usanza, la Domenica delle Palme, di fare delle processioni che terminano nelle vicinanze dei menhir dove vengono benedetti i ramoscelli di olivo.

A Modugno, in provincia di Bari ne sono presenti almeno due esemplari riconosciuti, tra cui vi è uno detto "Il Monaco" (presente sulla strada tra Modugno e Bitonto) per la sua presunta somiglianza a un uomo imponente e isolato.

A Terlizzi, in provincia di Bari, sono presenti almeno tre menhir allineati, il più conosciuto è il menhir della Via Appia ...

Lecce, Capoluogo della provincia, è centro spirituale, culturale ed economico del Salento. La città è situata a 11 chilometri dalla costa adriatica ed a 23 da quella jonica.
Si vuole che, fondata da Malennio, figlio di Dasumno e primo re dei Salentini, 1211 anni prima di Cristo, la Città venisse, dopo la distruzione di Troia, occupata da Lictio ldomeneo che, oltre a darle il nome, vi avrebbe introdotto la cultura greca. Ma questa è leggenda e con le leggende non si fa storia.
Le origini di Lecce restano, quindi, tuttora awiluppate da un fitto velo di mistero a diradare il quale ben poco soccorrono gli antichi geografi, nei cui testi non si trovano che vaghi accenni sulla esistenza e sulla consistenza di questo capoluogo.

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