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Da Lecce a Gallipoli e ritorno

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Da Lecce e precisamente dal piazzale di porta Rudiae, dopo aver percorso via De Jacobis, si diparte la via per MONTERONI di Lecce (Km. 7,800).
È questo un popoloso centro agricolo. La sua piazza principale è dominata da un cinquecentesco Palazzo Ducale che si presenta con larghi rimaneggiamentì fatti eseguire nel 1751 dai Lopez e che dell'epoca originaria conserva il monumentale portale e alcune sale.

Nel territorio di Monteroni hanno sede le facoltà di Scienze, Matematica e Fisica dell'Università agli Studi di Lecce. Monteroni è un centro sportivo particolarmente importante per la presenza di un complesso polisportivo che ha il suo centro nel modernissimo Velodromo degli Ulivi, sede dei campionati mondiali di ciclismo su pista del 1976.
Soltanto circa 8 Km. si percorrono per raggiungere


COPERTINO che vanta origini molto antiche: fu normanna, sveva e raggiunse la sua maggiore rilevanza sotto il dominio degli Angioini.
Nel 1498 la contea di Copertino fu ceduta dagli Aragonesi ai Castriota Scandembergh di Albania per l'aiuto da essi prestato nella lotta che gli spagnoli avevano condotto contro gli Angioini, per la supremazia nell'ltalia Meridionale.
Nel 1558 il feudo di Copertino fu acquistato dal genovese Squarciafico e successivamente passò ai Pinelli e infine ai Pignatelli Belmonte.
Le più importanti testimonianze artistiche di Copertino sono il Castello e la Chiesa della Madonna della Neve.
La grandiosa mole del castello fu eretta, nel 1540, su una precedente struttura medioevale, da Evangelista Menga famoso architetto che lavorò anche alla costruzione delle fortificazioni di Malta.
Un artistico portale ad arco di trionfo introduce il visitatore nel castello ove si possono ammirare il maschio quadrato angioino, un pozzale, una loggia. All'interno vi è la Cappella dì S. Marco con interessanti opere d'arte.
La Chiesa della Madonna della Neve, completamente rinnovata nel 1707, presenta numerose strutture di epoca rinascimentale. Questo monumento del 1088.
Rilevanti sono un portale rinascimentale e la barocca torre campanaria, edificata forse su disegno di Evangelista Menga.
Copertino è conosciuta anche perché vi nacque il Santo Frate Conventuale Giuseppe Desa (S. Giuseppe da Copertino - il Santo dei Voli) che visse nel vicino convento della Grottella.
Altri importanti monumenti sono i resti del convento dì Casole, in aperta campagna e la Chiesa di S. Giuseppe da Copertino.
Con ancora negli occhi l'immagine della grandiosa mole del Castello di Copertino, dopo aver transitato per Leverano, popoloso centro agricolo, si giunge a


PORTO CESAREO (Km. 14,800). Uno dei centri ideali dell'itinerario, Porto Cesareo, con le vicine marine di Torre Lapillo e di S. Isidoro, fino teressante località balneare, dotata di ottime attrezzature per il soggiorno alberghiero e residenziale. La sua costa è bassa e sabbiosa e numerosi isolotti e scogli, tra i quali l'isola grande o dei conigli, fronteggiano l'abitato.
Quasi ad attestare la purezza delle acque marine, in Porto Cesareo è stata istituita un'importante Stazione di Ecologia Marina, con annesso Museo di
biologia marina.
Da Porto Cesareo si incrocia la Statale n. 174, che segue verso sud con un rettilineo lungo circa 15 Km. terminante a Nardò.


NARDO', l'antica Neretum, è una delle più interessanti mete turistiche di Terra d'Otranto.
Fiorente città messapica, quindi municipio roma no, rappresentò nel medioevo uno dei più importanti centri bizantini della Provincia. Teatro di non poche lotte feudali, il suo nome è legato ad importanti fatti d'arme. Presa e saccheggiata dai turchi e successivamente dal veneziani, divenne in seguito, sotto gli Acquaviva, un importante centro culturale: sede di università, accademie e cenacoli letterari e filosofici.
Ma del suo glorioso passato ben poco conserva. Il suo principale monumento è indubbiamente costituito dall'imponente Cattedrale romanica. Eretta dai Benedettini nel 1090, sui resti di una chiesa basiliana e distrutta in parte da un terremoto, venne riedificata ed ingrandita nel '300. Deturpata nei secoli successivi, è stato possibile restituirle, sia pure in parte, mediante opportuni restauri, il suo originario aspetto, liberandola dalle soprastrutture che l'avevano imbastardita.
Il tempio, diviso in tre navate, presenta una bizzarra singolarità architettonica. Infatti, le arcate a tutto sesto che dividono la navata destra da quella centrale e che risalgono certamente alla primitiva costruzione, non corrispondono, stilisticamente, a quelle del lato opposto che, evidentemente ricostruite nel '300, quando il tempio venne ingrandito, si presentano a sesto acuto.
Nell'interno si ammirano, tra l'altro, pregevoli affreschi - i pochi che è stato possibile salvare - oltre ad un crocefisso in legno di cedro nero del Libano ed a numerose tele di autori locali.
Altri monumenti degni di nota: le Chiese di S. Domenico, di S. Giuseppe, dell'lmmacolata e del Carmine, nonché una edicola secentesca, denominata «Osanna» e costituita da un tempìetto sormontato da una cupola poggiante su agili colonnine.
Un aspetto veramente caratteristico assume poi Piazza Salandra, signoreggiata dal Palazzo della Pretura, la cui architettura s'intona perfettamente con quella barocca degli altri edifici circostanti.
lmboccando la provinciale per Gallipoli e ripiegando, dopo qualche chilometro, a destra, si perviene alla contrada << Cenate ››. È questa una delle più ridenti, caratteristiche località della zona. Il suo nome deriva dalla voce « cenare». Secondo un'antica usanza, i signori di Nardò e dei centri viciniori, solevano trascorrere le sere estive riunendosi con le loro famiglie in lieti raduni conviviali, che si svolgevano, per turno, ora in una, ora in un'altra delle numerose ville che popolano la contrada e che perciò assunsero la denominazione di «cenate››. Non poche di esse, per la loro sontuosità, potrebbero degnamente figurare nelle più celebrate località di villeggiatura.

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